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  • by Pretmedica
  • Dicembre 9, 2020

    La Malattia Renale Cronica (MRC) è diventata oggi uno dei maggiori problemi di salute al mondo, la sua prevalenza è in continuo aumento per l’allungamento della vita media e per l’aumentata prevalenza di patologie croniche sistemiche, metaboliche e cardiovascolari.

    La Malattia Renale Cronica non solo rappresenta una causa di ridotta qualità di vita, ma costituisce un importante fattore di rischio per malattie cardiovascolari, come infarto cardiaco, ictus cerebrale e problemi vascolari periferici, e per altre patologie, come la gotta.

    Nonostante la Malattia Renale Cronica sia un problema rilevante per diffusione e gravità a livello mondiale, l’attenzione dedicata a questa malattia è insufficiente, al punto che una percentuale rilevante di pazienti non sa neppure di esserne affetta.

    Si sono sviluppate negli ultimi anni forti evidenze a favore del fatto che sia la precoce diagnosi e l’adeguato trattamento il principale mezzo per prevenire o rallentare il progressivo, ed altrimenti inevitabile, aggravamento della funzione renale e conseguentemente il peggioramento della qualità di vita.

    Chi è a rischio di Malattia Renale Cronica? 

    Fondamentale ruolo del Nefrologo, in collaborazione con il Medico di Medicina Generale, è quello di identificare i pazienti a rischio di insorgenza di Malattia Renale Cronica, in uno stadio precoce, prima di arrivare ad un “punto di non ritorno”.

    I soggetti a rischio di sviluppare Malattia Renale Cronica sono in particolare i pazienti affetti da:

    • Diabete
    • Ipertensione arteriosa
    • Malattie cardiovascolari
    • Familiarità per nefropatia
    • Patologie urologiche (es. anomalie anatomiche dei reni e delle vie urinarie, calcoli renali, ipertrofia prostatica)
    • Malattie reumatologiche ed ematologiche con potenziale coinvolgimento renale (es. Lupus eritematoso sistemico, gammopatia monoclonale, ecc.)
    • Pregressa insufficienza renale acuta
    • Esposizione a sostanze nefrotossiche compresi farmaci
    • Riduzione nota del parenchima renale (es. Rene singolo congenito o acquisito, nefrectomia parziale)

    Quali sono i sintomi delle patologie renali?

    Alcune patologie renali possono manifestarsi con alterazioni visibili (cambiamenti del colore delle urine, gonfiore delle zone declivi del corpo e difficoltà a respirare dovuti alla ritenzione di liquidi) o sintomi percepiti (come la stanchezza, causata dall’anemia), ma la maggior parte delle volte la sintomatologia si manifesta nelle fasi più avanzate e non è facilmente distinguibile da segni e sintomi di altre patologie sistemiche. Il più delle volte gli unici segni della malattia sono costituiti dall’aumento della pressione arteriosa e da alterazioni alle analisi del sangue (accumulo di sostanze di rifiuto nell’organismo non adeguatamente eliminate dai reni) e delle urine (presenza di eccessive proteine o sangue non visibile ad occhio nudo).

    Tutti o alcuni di questi sintomi possono manifestarsi quando la funzione renale si riduce sotto un certo grado, differente da persona a persona:

    • Perdita dell’appetito e nausea fino al vomito
    • Ritenzione dei liquidi che determina difficoltà a respirare e gonfiore a gambe, caviglie e piedi 
    • Debolezza e affaticamento
    • Cefalea
    • Prurito
    • Scarsa memoria e capacità di concentrazione, irascibilità
    • Disturbi del sonno
    • Agitazione delle gambe
    • Perdita di peso
    • Riduzione della libidine e alterazione della funzione sessuale.
    • Nelle forme più gravi, la situazione può degenerare in un importante sovraccarico di liquidi, alterazioni del ritmo cardiaco e uno squilibrio chimico del sangue chiamato acidosi metabolica, con conseguenze potenzialmente fatali se non trattate con tempestività.

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