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    Le rotture del tendine d’Achille sono lesioni tendinee comuni, che si verificano a causa dell’improvvisa dorsi-flessione di un piede in flessione plantare, più comunemente associate a eventi sportivi.

    E’ una patologia più comune negli uomini, soprattutto tra i 30 e i 40 anni.

    Tra i fattori di rischio ci sono:

    • atleti episodici
    • antibiotici fluorochinolonici
    • iniezioni di steroidi

    La rottura di solito si verifica 4-6 cm sopra l’inserzione calcaneale, nella regione ipovascolare del tendine, in cui i fenomeni degenerativi si rendono più evidenti e difficilmente riparabili.

    Quando il tendine si rompe si percepisce una sensazione di strappo, come un “sassata” nella regione posteriore del ginocchio. Inizialmente è molto doloroso, ma il dolore tende a diminuire col passare dei giorni. Gonfiore ed ecchimosi appaiono in poche ore.

    Una visita specialistica ortopedica è spesso derimente. Già dall’osservazione della deambulazione del paziente, o facendolo andare sulle punte dei piedi si può avere un’idea della lesione. Facendo giacere il paziente prono sul lettino, si andrà a spremere gentilmente il polpaccio con le mani. Se la caviglia si muove , il tendine d’Achille è ancora funzionale, altrimenti se non sarà presente, il test sarà indicativo di rottura del tendine d’Achille Si potranno effettuare indagini strumentali ecografiche o di risonanza magnetica per confermare la diagnosi.

    Come si ripara il tendine?

    Normalmente si esegue una sutura end-to-end del tendine, cioè si avvicinano i capi lesioni e si suturano tra loro con filo riassorbibile.
    L’incisione è di pochi centimetri, centrata sul sito della lesione.

    Quanto dura l’intervento?

    Normalmente questa chirurgia dura 20 minuti. E’ un intervento semplice, ma di grande soddisfazione.

    Come sarà il post-operatorio?

    Si mantiene un tutore in flessione plantare a circa 30° per 3 settimane, dopo viene posizionato in modo da mantenere la caviglia a 90 gradi e concesso il carico. Dopo sei-otto settimane si rimuove il tutore ed inizia la vera e propria riabilitazione, per recuperare l’articolarità ed il tonotrofismo del tricipite surale.

    Quali sono le complicanze?

    Come tutti gli interventi ha le sue possibile complicanze. Ovviamente la re-rottura (2% dei casi), ma la più frequente è la ritardata chiusura della ferita chirurgica (5-10%) dei casi, più frequente nelle donne, nei fumatori e nei diabetici.

     

    Dott. Daniele Mazza